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La felicità non ha peso

In Italia sono oltre 3 milioni le persone che soffrono di DCA (Disturbi del Comportamento Alimentare) : nella maggior parte dei casi si tratta di donne adulte, adolescenti e bambine, ma negli ultimi anni il fenomeno riguarda anche gli uomini (circa il 20%).

Per migliaia di giovani il cibo si è trasformato in un nemico.

I principali DCA sono la Bulimia Nervosa, l’Anoressia Nervosa e il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (BED) e sono tutti caratterizzati da una profonda difficoltà nel gestire e controllare il rapporto con il cibo e l’alimentazione (eccessiva preoccupazione per il peso e per le forme del proprio corpo, ossessione nei confronti del cibo e della propria immagine corporea).

I DCA insorgono in età adolescenziale e nella prima età adulta e hanno un’origine multifattoriale (fattori di tipo genetico, neuroanatomofunzionali, familiari, socioculturali…).

Di solito si comincia con una cura dimagrante: tutto ciò che si desidera, apparentemente, è migliorare e controllare la propria immagine, controllare tutto.

Sia nell’Anoressia che nella Bulimia c’è, infatti, autostima legata al peso e all’immagine corporea. La persona anoressica non si sente mai abbastanza magra e si rifiuta di mantenere il peso corporeo nella norma.

Questo tipo di disturbo si manifesta in modo molto evidente: il corpo è scarno e denutrito fino ad arrivare a danni molto gravi alla salute come insufficienza renale, perdita dei capelli e dei denti, arresto cardiaco.

Le abbuffate sono caratteristiche della Bulimia Nervosa, ma possono essere presenti anche nell’Anoressia Nervosa, cosi come le condotte compensatorie .

Il principale criterio oggettivo per distinguere i due disturbi è L’Indice di Massa Corporea (tabella 1), inferiore alla norma nella Anoressia Nervosa, nella norma, invece, nella Bulimia Nervosa.

Tabella 1
INDICE DI MASSA CORPOREA (IMC) si calcola dividendo il peso (espresso in kg) per il quadrato dell’altezza (espressa in metri)

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si distinguono 4 categorie:

• sottopeso (IMC al di sotto di 18,5)

• normopeso (IMC compreso tra 18,5 e 25)

• sovrappeso (IMC compreso tra 25 e 30)

• obesità (IMC al di sopra di 30)

L’Anoressia Nervosa è una condizione grave e potenzialmente fatale con alterazione della propria immagine corporea e limitazioni dietetiche autoimposte che determinano grave malnutrizione.

La forma del corpo ed il peso influenzano la vita e l’autostima, tuttavia il soggetto non si rende conto della gravità della condizione attuale, ha disturbi dell’immagine corporea, ritiene di essere grasso e ha paura di ingrassare.

Il rapporto dei soggetti affetti da anoressia nervosa con il cibo è disturbato. Spesso la loro attenzione ruota attorno ad esso, preparano pasti elaborati per gli altri, a volte incorrono in abbuffate, spesso notturne, seguite da episodi di vomito indotto. Abusano di lassativi, diuretici, jogging e passeggiate. A volte nascondono il cibo o lo spezzettano e lo sistemano in modo peculiare nel piatto.

Questi pazienti negano l’evidenza, hanno dei caratteri di tipo ossessivo-compulsivo, depressione, ansia, lamentano spesso disturbi epigastrici.

Nella Bulimia si instaura una dipendenza dal cibo come quella dalla droga e dall’alcool. Oltre alle abbuffate e al vomito, alcuni dei sintomi sono anche in questo caso le condotte compensatorie come l’eccessivo esercizio fisico e l’abuso di lassativi e diuretici.

La Bulimia, nonostante spesso rappresenti l’altro lato della medaglia delle persone anoressiche che non riescono più a controllare la fame, lascia sul corpo segni meno evidenti: per questo è più difficile da riconoscere rispetto all’Anoressia.

Le conseguenze sono comunque devastanti sulla salute di chi ne soffre: il vomito autoindotto causa problemi gastrici, erosione dello smalto dentale, disidratazione e disfunzioni cardiache.

La gestione dei pazienti affetti da DCA richiede un intervento integrato che prevede la presenza di un’equipe composta da diverse figure professionali (psicoterapeuta, psichiatra, medico internista, nutrizionista) che parlino un linguaggio comune, in modo da fornire risposte complete al paziente cosi da evitarne il disorientamento.

 

Dott.ssa Carlotta De Rosa
Biologa Nutrizionista

Tags: Disturbi del Comportamento Alimentare