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Cefalea: l’alternativa viene dall’Osteopatia

Spendere due minuti per leggere come interviene l’osteopata nel trattamento delle cefalee, può aiutare a capire quanto sia valido ed efficace questo tipo di medicina alternativa, soprattutto quando il paziente è resistente alle cure farmacologiche e la sintomatologia è cronica e diventa, quindi necessario “creare un ponte” con le cure tradizionali.

Per questo motivo, può destare l’interesse dei medici e paramedici attenti ai loro pazienti e a chi da neofita si avvicina all’osteopatia e ne divulga i benefici.

Nel mal di testa in generale, il dolore che definiamo sintomo, ha una causa che può risiedere a livello locale, nella momentanea variazione della circolazione sanguigna extracerebrale, nelle tensioni dei foglietti duramerici che rivestono il cervello o nell’insieme del corpo.

La variazione momentanea della circolazione sanguigna cerebrale, determina un cattivo flusso del sangue che non viene drenato dal cranio verso le vene giugulari, oppure non riesce a risalire attraverso le arterie vertebrali e ad irrorare i tessuti all’interno delle fosse craniche. La tecnica osteopatica dei seni venosi del cranio, proposta da Christian Defrance de Tersant nello suo libro I seni venosi del cranio si pone come una tecnica di scelta per i mie pazienti.

L’osteopata facilmente riesce a individuare che tipo di ostacolo c’è nella circolazione vascolare e linfatica e se eventuali traumi subiti dal paziente a livello craniale, vertebrale o sacrale, hanno potuto contribuire ad una fissazione dei tessuti nella struttura, includendo la fascia, gli organi, la pelle, etc.. Per esempio una cicatrice, definita tossica dall’osteopata o dal posturologo, di cui il paziente stesso ha rimosso l’importanza, perché non crea dolore o perché esteticamente è accettata, crea tensioni e fissazioni nei tessuti che, per concatenazioni mio- tensive, arriverà a rallentare il flusso sanguino cerebrale.

La fascia costituisce l’elemento tridimensionale che collega e mette in relazione tutto l’insieme del corpo e crea l’unità, quindi secondo il principio di tensegrità tutte le forze sono veicolate nell’organismo. Cosi possiamo capire come per esempio, dopo un’intervento del tunnel carpale, la cicatrice tira e crea le condizioni che favoriscono la nascita di problemi alla spalla (Il chirurgo plastico e specialista della chirurgia della mano Jean-Claude Guimberteau, lo mostra bene nel suo fantastico video Viaggio sotto la pelle).

Nelle cefalee mio-tensive, il lavoro viene indirizzato sul miglioramento delle condizioni mio-fasciali a livello del collo e del cranio e sul recupero della mobilità e motilità (ritmo cranio-sacrale autonomo) dei tessuti, una volta ottenuto questo, l’organismo ha come sempre, la facoltà di auto-guarigione.

Dott.ssa Cristiana Del Fante
specialista in osteopatia presso il centro IGEA MEDICA 5